
Firenze, 5 marzo 1972
[…] [i luoghi scelti dalla Provvidenza divina] in gran parte non sono scelti immediatamente da Dio ma, si direbbe, dalla Vergine. Poi si dirà perché la Vergine e non il Signore. Bernardetta non sapeva nulla: le apparve questa Donna: non è stata mica lei a tirarla giù dal cielo! È la Vergine che ha scelto la grotta di Lourdes, è la Vergine che è discesa sul monte Berico, è la Vergine che è apparsa a Banneux, a Fatima; è la Vergine che ha scelto la grotta delle Tre Fontane a Roma. Ma è anche l'uomo che ha scelto Pompei, è anche l'uomo che con la sua santità ha consacrato in modo particolare Assisi... Sono luoghi santificati dall'uomo, santificati da Dio e dalla libertà dell'uomo che risponde, da Dio che liberamente sceglie di entrare in comunione con te. Ma perché? Perché è soprattutto la Madonna che ha un rapporto con gli uomini, perché la figura fondamentale della Vergine è la terra, la terra vergine. Già in S. Ireneo, già in S. Giustino la prima figura della Madonna è il paradiso terrestre, è la terra rossa con la quale Dio ha plasmato il primo uomo, Adamo. Ella è la terra nuova da cui Dio ha tratto il nuovo Adamo, Gesù.
Allora vi è un rapporto fra la terra e la Madonna. Vi ricordate quello che scrive Dostojeski nel libro "I demoni"? La zoppa esce dalla chiesa e dice a Stavroghin: "Chi è la grande genitrice di Dio, per te?" E da se stessa risponde: "È la terra, l'umida terra, la grande madre terra". Vi è un rapporto. Vi ricordate quello che ho scritto nel libro "La comunione dei santi" a proposito dei due tipi di santità che si ritrovano nel Vangelo? Giovanni Battista e la Vergine. Un tipo di santità maschile, un tipo di santità femminile. Ci possono essere degli uomini di tipo di santità femminile e donne di santità maschile. Ma comunque ci sono questi due tipi di santità cristiana. Nell'uno la santità è legata all'uomo perché l'uomo è fattore di storia, è colui che ha una missione, una responsabilità nei riguardi degli uomini. Nell'altra è invece una santità che è in rapporto con la creazione, con la psicologia, con la biologia.
Se noi dobbiamo parlare di luoghi santi, della terra sacra, noi certamente questa terra sacra non possiamo che vederla in rapporto alla Vergine; ed è difatti la Vergine che sceglie questa terra, perché vi è un rapporto fra Maria e la terra. E questa terra che Ella sceglie ripete in generale i segni privilegiati delle ierofanie delle religioni cosmiche: la grotta, che è il seno dal quale esce la vita: come dal seno esce l'uomo, così dal seno della terra esce la grazia (la grotta di Massabielle, la grotta delle Tre Fontane).
E la Vergine sceglie non solo la grotta: sceglie la montagna, perché la montagna è l'onfalos, luogo dell'incontro di Dio con l'uomo: Monte Berico, Monte Crisida a Trieste, ma anche Monte Nero, ma anche La Salette. E come vi è un rapporto della vita con l'acqua, vi è un rapporto di Maria con le sorgenti: l'acqua di Lourdes, l'acqua di La Salette... C'è sempre un rapporto che implica questo richiamo alla vita. E sì noti: in Maria SS. viene riassunto tutto della religione propria della rivelazione cosmica, e vissuta in rapporto col mistero cristiano. Cosicché noi cristiani non escludiamo quanto di positivo vi era nelle economie religiose che precedono la rivelazione cristiana: la rivelazione cristiana di fatto compie la rivelazione cosmica e quella profetica, perciò nella religione cristiana sono presenti anche quelle rivelazioni. Anche per noi il vivere in comunione con Dio vuol dire vivere in comunione con la terra; e guai a staccarci dalla terra! Se in fondo la santità moderna è una santità più difficile, più artificiosa, una santità più di sforzo, troppo maschile, è perché non ha legame con la terra. Rendiamoci conto che questo culturalismo proprio di questi teologi di dopo il Concilio è rovinoso per la Chiesa. Quanto sono più belle di tutte le grandi storie che fanno questi teologi moderni le candele a S. Rita, questa semplicità, questo legame al simbolo, al segno, al sacramento della terra, al sacramento dell'acqua! Le piscine di Lourdes sono cose che possono sembrare superstizione. No. È la sacramentalità che vi è sentita, vi è intesa, vissuta, perché noi si vive con Dio anche attraverso questa sacramentalità. È la Madonna stessa che ha scelto l'acqua, è la Madonna stessa che ha scelto i monti Pirenei, è la Madonna stessa che ha voluto che noi salissimo a La Salette, è la Madonna stessa che si è fatta presente in mezzo agli uomini, nella grotta, o presso le sorgenti dei fiumi.
I santuari dicono che la nostra vita religiosa non è mai un'evasione dal tempo, non è mai un'evasione dalla creazione. Troppo spesso la vita religiosa dei cristiani - non perché cristiana, ma perché subisce l'influenza di uno spiritualismo che non è cristiano - implica una evasione dal tempo e dallo spazio. Più di quella dei teologi, è proprio la religione del popolo che è la religione di Dio, che ci riporta a vivere la nostra comunione con Dio, nella comunione con la terra. Come non possiamo vivere una comunione con Dio separandoci dagli uomini, così non possiamo vivere una comunione con Dio separandoci dalla terra. Quando nel secolo XVI anche i santi si sono separati dalla terra, la loro spiritualità è divenuta qualcosa di troppo ascetico, di troppo sforzato, come la spiritualità anche dalla Compagnia di Gesù. Pensate la spiritualità monastica come è più naturale! Vivere al ritmo delle stagioni! L'orario, per esempio, della preghiera, secondo S. Benedetto, cambia col cambiare delle stagioni: d'estate viene giorno più presto, bisogna alzarsi più presto; d'inverno invece si può dormire di più. C'è un rapporto costante con la creazione. Ecco perché i luoghi dove l'uomo viveva il suo rapporto con Dio fino al 1500 erano in campagna, non in città.
E noi viviamo anche oggi un bisogno di vita religiosa rientrando in comunione con la terra; […].
La nostra vita cristiana implica questo. Perché? Perché il cristianesimo è sì una economia di realizzazione ultima, di compimento, e il compimento ci porta nel seno del Padre e ci inserisce nel corpo glorioso del Cristo, però viviamo ancora nell'economia sacramentale. Il pretendere di poter sfuggire a questa economia è invece cadere nel nulla, in uno spiritualismo falso. Non si può vivere soltanto nel seno del Padre, pretendendo di poterci vivere senza questo contatto con la realtà, con la terra. Rimane più facile la vita religiosa se essa si svolge in un contatto sereno, vero, con la terra madre, che è il contatto con la Vergine, che è il contatto col Cristo.
[…]
