L’appuntamento estivo della Fornace di quest’anno (dal 18 al 23 agosto) prenderà le mosse da un incontro con gli hobbit. Questi altro non sono che una delle tante razze che popolano i romanzi dello scrittore inglese John Ronald Reuel Tolkien (1892 –1973). Sono piccoli esseri più simili a bambini che ad uomini fatti, protagonisti loro malgrado di grandi imprese. L’eremo della Fornace, per la sua collocazione al di la del tempo, ben si presta a questo tipo di incontri. Cercheremo, così, di riscoprire il gusto semplice delle cose che, sempre più spesso, ci viene negato e ci neghiamo per inseguire i deliri dei falsi profeti del mondo.
Abbiamo pensato di partire da un riferimento letterario non per divagazione ma per cogliere, analogamente a quanto il padre faceva con Dostoevskij, il significato più profondo che aleggia nelle pagine della grande letteratura. Per fare questo ci avvarremo della sapiente guida di nostro padre Benedetto, autentico ramingo della Terra di Mezzo, l’ambientazione immaginaria dei romanzi di Tolkien.
Sarà necessaria una certa adattabilità alle condizioni spartane della casa, in compenso le spese sono irrisorie. Chi sa suonare porti pure lo strumento, onde rinfrancare i cuori sempre impegnati nella buona battaglia, lo stesso dicasi per chi vuole portare del cibo, eviterà di farci uscire per la spesa.
Vale anche per quest’anno la considerazione che, più che dalle parole, i contenuti verranno dalla vita di comunione vissuta insieme tra i vari rami della comunità e dalla ‘sapienza’ del luogo, cercando di seguire il consiglio di San Bernardo di Chiaravalle: "credi a chi ne ha esperienza: nelle foreste troverai più che non nei libri. L'albero e le rocce ti insegneranno ciò che non puoi imparare dai maestri"1.
1 S. BERNARDUS, Ep. 106 ad Mag. Henricum Murdach, n. 2; PL 182, 242: "Experto crede: aliquid amplius invenies in silvis quam in libris. Ligna et lapides docebunt te, quod a magistris audire non possis".
1 commento:
Prologo I: "Il mondo é cambiato. Lo sento nell'acqua, lo sento nella terra, lo avverto nell'aria. Molto di ciò che era si é perduto, perché ora non vive nessuno che lo ricorda.(...)" dal film "Il Signore degli anelli"
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